Al GASPH per caso

Mi chiamo Carla, ho 65 anni, sono arrivata al GASPH dieci anni fa con il mio quarto figlio allora diciassettenne.
Le mie due figlie più grandi facevano parte del GASPH e vedendo la mia preoccupazione mi spronarono a venire.
Serviva un aiuto in cucina perchè era un campo autogestito.
Nuovi amici e amiche con cui condividere la giornata tra camomille, thé, caffè, pane burro e marmellata e tutte le buone “leccornie”, come le chiama Giorgio lo “showman” del campo.
Anno dopo anno tra la cucina e l'assistenza il tempo è quasi volato.
Tante coppie che si erano conosciute al G.A.S.P.H hanno formato delle belle famiglie ed è una gioia rivederci tutti di tanto in tanto.
Quando usciamo con “L'armata Brancaleone”, come la chiamo io, questo gruppo così eterogeneo per età e problemi ma unitissimo, la gente del posto, superato il primo impatto, partecipa ai nostri bisogni, si rende utile, ci offre frutta e cena come è successo vicino ad Arezzo, o bibite e l'uso della toilette come a Passo Carlomagno in un albergo a 5 stelle, o l'ingresso a Gardaland o in piscina.
Che dire poi delle belle figliole che ballano con questi ragazzoni regalando loro un po’ di felicità!
E gli incontri con i cantanti? Memorabile l’incontro con Jovanotti e i suoi genitori a Cortona, con Mietta e Vallesi a Montefortino, Orietta Berti a Comunanza
L'amico Cesare dice che non ci vuole coraggio a venire la prima volta al G.A.S.P.H. ma a ritornarci ancora.
A ben vedere di coraggio ne abbiamo tanto perchè non è solo una passeggiata questa settimana, ci sono responsabilità, occorre tanta pazienza e anche stomaco buono ma sapeste quante risate quanta gioia e bei ricordi portiamo con noi ogni volta che ritorniamo a casa.


Carla